Qui di seguito viene riportato il testo della Conferenza dal titolo “Dimmi come scrivi e ti dirò chi sei” da me tenuta presso il “Circolo della Stampa” di Milano il 20 febbraio scorso.
Immagine 2: La scrittura nei tempi antichi
Presso tutti i popoli e fino dai tempi più antichi la grafia è stata considerata estremamente significativa per comprendere le caratteristiche interiori della persona che aveva vergato uno scritto. Osservazioni di questo tipo sono state svolte in India e in Cina ( il saggio Huo Jo Hsu: “dalla scrittura si può dedurre infallibilmente se lo scrivente sia una nobile o volgare persona”).Nell’antica Grecia i filosofi Aristotele e Dionigi di Alicarnasso mostrano interesse per la scrittura. Demetrio di Falero (allievo di Aristotele, 4°-3° sec. a.C.) sostiene che “noi possiamo conoscere, attraverso la scrittura di una persona, i suoi costumi”.Nell’antica Roma lo storico Svetonio (II sec. d.C.) nel De vita Caesarum scrive che da alcune particolarità rilevate nella scrittura dell’Imperatore Augusto si possono desumere le sue doti e qualità. Nel Medio Evo le indagini sulla scrittura subiscono una stasi in quanto la scrittura è soprattutto patrimonio degli ecclesiastici, addetti alla ricopiatura dei testi sacri: le singole lettere, stilate in una ricerca di tipo estetico e formale, rendono impossibile l’individuazione di qualsiasi caratteristica personale dello scrivente.
Immagine 3: La scrittura in epoca moderna
Le osservazioni riprendono a partire dal 17° sec. quando la cultura si estende anche ai laici colti.Col tempo nascono molte scuole di pensiero sull’argomento in Francia, Germania, Svizzera, Italia.Tra i molti ricordiamo:
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Camillo Baldi (1547-1634) professore di Logica e metafisica all’Università di Bologna che pubblica il volume “Come da una lettera missiva si conoscono la natura e le qualità dello scrivente”.
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Jean-Hippolite Michon (1806-1881) abate francese fondatore della Société de graphologie e del prestigioso periodico La graphologie. Grazie ai criteri illustrati nei suoi vari lavori viene considerato il padre della grafologia.
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Alfred Binet (1857-1911) psicologo francese che conduce esperimenti sulla possibilità di individuare il sesso dello scrivente dalla sola grafia, riuscendo ad ottenere risultati positivi nell’80% circa dei casi. (oggi non è più possibile in quanto la grafia maschile e femminile si sono uniformate.)
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Ludwig Klages (1872-1956) filosofo e caratterologo tedesco che cerca di individuare, attraverso il dinamismo presente nelle scritture, il livello di armonia del gesto o Formniveau.
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Max Pulver (1889-1952) psicologo svizzero. Nell’opera “Il simbolismo della scrittura” descrive le relazioni simboliche che si fissano sul foglio nell’atto dello scrivere(Il pugnale dell’assassino, il laccio della truffatrice sono un’utilizzazione del segno grafico come simbolo dell’io) e stabilisce le categorie principali (larghezza, inclinazione ecc.) secondo cui esaminare lo scritto.
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Girolamo Maria Moretti (1879-1963) di Recanati, dotato di profondo intuito psicologico, studia i rapporti tra la grafia e le caratteristiche somatiche degli individui ed è il fondatore della Grafologia moderna.
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Marco Marchesan (1899-1991) fonda a Milano, nel 1947, insieme al figlio Rolando, l’Istituto di indagini psicologiche, centro internazionale di psicologia e psicoterapia. Egli sottopone ad esame critico la grafologia europea individuandone gli aspetti che necessitano di una maggiore scientificità e sistematicità, per poi elaborare un metodo autonomo chiamato Psicologia della scrittura.
Immagine 4: Cinquecento
Immagine 5: Ferrari
Se devo intraprendere un lungo percorso in auto preferisco viaggiare in 500 o in Ferrari? È vero che tanto arrivo ugualmente, ma forse in modo diverso.
Immagine 6: 500 o Ferrari?
Perché psicologia della scrittura e non grafologia?Entrambi i metodi (grafologia e psicologia della scrittura) si occupano dello stesso argomento, ma con risultati ben diversi, così come un infermiere e un medico si occupano di malati, ma l’infermiere non può giungere a formulare una diagnosi ed a prescrivere una terapia, in quanto non ne ha gli strumenti: è la stessa differenza che intercorre tra grafologia e psicologia della scrittura, tra metodo scientifico e metodo empirico.Altro paragone: odontotecnico e odontoiatra.Poiché la grafologia non è supportata né da un sistema grafico né da un sistema psichico testati scientificamente le conclusioni alle quali giunge possono essere parziali ed imprecise; la psicologia della scrittura, avendo elaborato sia un proprio sistema grafico che uno psichico, poggiando quindi su solide basi, è una scienza esatta che porta alla lettura della personalità umana con un margine di errore massimo del 5%, nettamente inferiore a tutti i test proiettivi utilizzati in ambito psicologico (Rorscharch, TAT ecc.).Vogliamo aggiungere altro? Per diventare grafologi ci sono infinità di scuole e corsi che a volte non richiedono una preparazione di base, mentre per diventare esperti in psicologia della scrittura occorre aver conseguito una laurea, aver frequentato 4 anni di specializzazione post universitaria con relativi esami, aver redatto e discusso una tesi ed aver seguito ulteriori seminari e corsi specifici.
Per spiegare come la scrittura sia il miglior test di personalità utilizzo le parole stesse del fondatore:
Immagine 7: Testo di Marchesan:
Scrive Il Marchesan: “La scrittura è un test del tutto involontario: l’uomo l’ha creata unicamente come strumento di fissazione del pensiero. La natura umana vi ha impresso una risposta psicologica senza essere sollecitata, spontaneamente, seguendo le proprie leggi.
Pertanto si può dire, senza tema di errare, che la scrittura è il migliore dei test psicologici, lo è perché è stata creata per uno scopo diverso ed è l’inconscio che, di sua iniziativa, ne ha approfittato per imprimersi in essa” .
Cosa ci trasmette la scrittura?
La scrittura, proprio perché prodotto spontaneo, ci trasmette innanzitutto delle sensazioni.
Ad esempio:
Con chi preferiresti andare a cena?
Confronto tra 4 scritture (2 maschili e 2 femminili)
Immagine 8 Scrittura di Bettino Craxi
Immagine 9 Scrittura di Francesco Cossiga
Immagine 10 Scrittura di una Suora di clausura
Immagine 11 Scrittura di Marina
A cosa serve la Psicologia della scrittura?
La scrittura, però, non è solo trasmissione di sensazioni, ma può essere utilizzata in vari campi: dipende dall’uso che se ne vuole fare.
Immagine 12 A cosa serve la psicologia della scrittura:
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Analisi di personalità
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Evidenziazione delle problematiche dei “ragazzi difficili”
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Scelta della scuola superiore, della facoltà universitaria, della professione
- Analisi della compatibilità di coppia
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Selezione del personale
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Perizie grafiche legali
Per tutti questi utilizzi occorre analizzare i singoli segni grafici, cioè le particolarità della scrittura: Marchesan ne ha individuati circa 230.
Segni grafici significativi
Vediamone alcuni tra i più significativi
Foglio e ambiente: i margini
Il foglio di carta sul quale scriviamo rappresenta l’ambiente nel quale ci muoviamo. Il lato sinistro è simbolo della nostra origine, dell’educazione ricevuta da giovani, mentre quello destro simboleggia il luogo verso cui è diretta la nostra azione, quindi la società e il prossimo.I margini eccessivi attorno allo scritto costituiscono le autolimitazioni, le inibizioni che l’individuo si crea quando deve operare.Margine a sinistra = soggezione nei confronti dell’autoritàMargine a destra = timore nei confronti dell’ambiente e dell’interlocutore, paura di non essere accettato.
Immagine 13 Scrittura dell’Arcivescovo di MilanoTettamanzi
Immagine 14 Scrittura di Emma Bonino
Immagine 15 Scrittura di Piero Chiara
Il rigo: ascendente, aderente, discendente
Nello scrivere, le parole possono essere tracciate secondo una riga parallela ai bordi superiore e inferiore del foglio oppure possono tendere a salire o a scendere.
Immagine 16 Ascendente : Scrittura di Alessandro Manzoni
Chi scrive ascendente rivela iniziativa, ambizione, aggressività, ottimismo.
Immagine 17 Ascendente: Scrittura di Vittorio Sereni
Chi scrive aderente è realista, disponibile a collaborare con l’ambiente ma poco intraprendente, manca di spirito di iniziativa.
Immagine 18 Aderente: Altra scrittura di Piero Chiara
La scrittura discendente manifesta la tendenza a subire la pressione ambientale, a rinunciare alle proprie esigenze, a sottostare alle richieste degli altri, a non assumere iniziative; chi scrive discendente tende ad essere pessimista ed ad essere rassegnato o rinunciatario di fronte a situazioni impegnative.
Immagine 19 Discendente: Scrittura di Edmondo De Amicis
Parliamo quindi di
Segni recessivi → stato d’animo
Segni permanenti → temperamento
La grandezza: grande, piccola
Per grandezza di una scrittura si intende l’altezza media ricavata dalla misurazione di alcune lettere.
Immagine 20: Grande : Firma della Principessa Iolanda Di Savoia
La scrittura grande denota trascuratezza nell’osservare i dettagli, desiderio di essere al centro dell’attenzione, grande opinione di sé.
Immagine 21: Piccola : Scrittura di Giovanni Pascoli
La scrittura piccola è indice di capacità di osservazione, di intelligenza vivace, di modestia. Se eccessivamente piccola è complesso di inferiorità.
La pendenza: pendente, eretta, rovesciata
Per determinare la pendenza di una scrittura bisogna osservare se gli assi verticali delle lettere sono inclinati verso destra, sinistra o sono diritti.
Immagine 22: Pendente: Scrittura di Karol Woityla (Giovanni Paolo II)
La scrittura pendente denota estroversione, calore affettivo, cordialità, facilità a rispondere agli stimoli dell’ambiente.
Immagine 23: Eretta : Scrittura di Umberto Eco
La scrittura eretta è della persona equilibrata, padrona di sé, capace di dominare i propri impulsi e i propri sentimenti.
Immagine 24: Rovesciata: Scrittura di Erika De Nardo (assassinio di Novi Ligure)
La scrittura rovesciata indica freddezza nei sentimenti, introversione, avversioni istintive e/o antipatie verso le persone, difficoltà nei rapporti interpersonali.
Interlettera
La distanza lasciata tra una lettera e l’altra all’interno di una parola è chiamata interlettera. Poiché la lettera rappresenta l’IO, lo spazio tra una lettera e l’altra rappresenta il non io, cioè l’altro. Quanto maggior spazio lasciamo tra una lettera e l’altra tanto maggiore è lo spazio che lasciamo agli altri e viceversa. Interlettera giusta: Lascio a te tanto spazio quanto ne prendo per me.
Immagine 25: Interlettera giusta: Scrittura di Che Guevara
Interlettera stretta: Prendo per me più spazio di quanto ne lascio a te
Immagine 26: interlettera stretta: Scrittura di Gabriele D’Annunzio
Immagine 27: Interlettera stretta: Testo autografo di Giacomo Leopardi: Il sabato del villaggio
Interelettera larga: Lascio a te più spazio di quanto ne prendo per me.
Immagine 28: Interlettera larga: Scrittura di Martinazzoli
Riccio dell’indipendenza
I ricci sono delle linee non previste dal modello calligrafico aggiunte alle lettere o alle parole ed esprimono, in genere, passionalità.Il riccio dell’indipendenza è presente quando l’asta della lettera p si prolunga verso l’alto.Il suo significato è: senso di autonomia, di orgoglio, fierezza
Immagine 29: Riccio dell’indipendenza: Una scrittura esemplificativa
Riccio soggettivo
Il riccio soggettivo è costituito da una linea orizzontale più o meno lunga collocata alla fine di una parola.Esprime la tendenza a sopravvalutare le proprie idee e ad imporle agli altri con aggressività.
Immagine 30: Riccio soggettivo : Una scrittura esemplificativa
Occhiello doppio
Si osserva soprattutto nella lettera o quando essa presenta una doppia area che forma due occhielli: uno in alto, più piccolo, ed uno in basso, più grande di almeno 2/3 rispetto all’altro.L’occhiello doppio rivela la tendenza a nascondere l’idea principale con un’altra, sviando così l’attenzione dell’interlocutore e traendolo in inganno.
· V. immagine precedente
Punti sulle “i” a cerchio
Il puntino tradizionale viene sostituito da un cerchietto. Segno tipico degli adolescenti, se compare nell’adulto esprime uno stato ansioso caratterizzato da meticolosità, pignoleria, desiderio di fare chiare
Immagine 31: Una scrittura esemplificativa
Per attribuire il giusto valore a questi segni grafici e agli altri non basta una valutazione “a occhio”, ma occorre effettuare, per ciascun segno, decine di misurazioni con strumenti specifici, chiamati grafometri. Eccone alcuni:
Immagine 32: Grafometri
Per concludere, ecco altre grafie famose:
· Immagine 33 Padre Pio
· Immagine 34 Ratzinger (Benedetto XVI)
· Immagine 35 Leopardi: testo autografo de “L’infinito”
· Immagine 36 Provenzano: i “Pizzini”
· Immagine 37 Firma di Sophia Loren
· Immagine 38 Lettera autografa di Bruno Contrada